Anna

Autore: Anna

Vedi tutti gli articoli scritti da Anna

Distanziamento sociale. Ormai siamo abituati a questa unica combo, ma all’inizio di quest’anno non avevamo ben chiaro cosa gli esperti suggerissero. Poi è diventato un concetto più vicino a noi, familiare quasi. Anche la vicina ne parla, in fila alla cassa. Entusiasta. E ne parla a pochi centimetri dal tuo naso, toccandoti il braccio con fare amabile e rassicurante: lei sa. 

E non sa solo lei. Il 28/4/2020 la ricerca maggiormente effettuata tra le pagine in italiano di Google restituisce ben 1.710.000 risultati per “distanziamento sociale” (e 971 su Google Libri). Anche negli archivi dei quotidiani la locuzione si ben attesta a partire dai primi giorni di marzo: da “Repubblica” emergono 591 risultati. Insomma, si vuol capire cosa poter fare.

Distanziamento sociale. Dobbiamo stare distanti, in società. Ma distanti quanto? E come? E soprattutto… dove? Il sociale è ovunque. Il sociale siamo noi. Insieme. Al supermercato, alla partita, dal parrucchiere, in pizzeria o al ristorante. E distanziati significa separati. Impensabile. Non ci sto. E, come diceva Kunta Kinte, ogni voce conta e il popolo si è espresso: “il distanziamento sociale non lo vogliamo, non ci piace”. 

Però è necessario, potrebbe salvare delle vite, il distanziamento. Quindi che facciamo? Troviamo soluzioni che lo rendano meno austero e freddo. 

 

distanziamento sociale senza plexiglass

Che poi, questo distanziamento cosa è? 

 

Per misure di distanziamento sociale si intendono diversi tipi di intervento, che vanno ad aggiungersi ad altri provvedimenti come la promozione di una maggiore igiene delle mani o l’utilizzo di mascherine. Sono tutti i provvedimenti che limitano l’assembramento di persone, come le manifestazioni sportive, fino ad arrivare alla restrizione dei viaggi internazionali. Il distanziamento sociale è una delle misure di mitigazione della circolazione di persone in comunità, che possono essere raccomandate durante le pandemie. Il distanziamento sociale può ridurre la trasmissione di virus, aumentando la distanza fisica o riducendo la frequenza della congregazione in contesti di comunità socialmente densi, come scuole o luoghi di lavoro. (Treccani)

 

Treccani non ci rincuora affatto.

 

Fatto sta che il 18 maggio 2020 segna un nuovo, incerto, inizio. Si entra a gamba tesa nel vivo della Fase 2, con tante riaperture che tutti gli italiani desideravano ed aspettavano con ansia: dal parrucchiere all’estetista passando per i centri estetici hanno riaperto i battenti, accogliendoci di nuovo tra lozioni e profumi che avevamo quasi dimenticato. E poi il nostro bar preferito, il ristorante del venerdì sera, l’alberghetto al lago dei nostri fine settimana fuori porta. La vecchia vita sembra sempre più vicina. 

Ma il distanziamento va rispettato, la vita non è ancora quella di prima. E come dare quella coccola in più, quel bello che non c’è più? 

Di cose, ne sono state inventate tante e una più carina dell’altra! 

Plexiglass? No grazie. 

Alla fine della Fase 1 si vociferava della possibilità di riempire le nostre belle spiagge di  separatori in plastica e plexiglass.

La Costiera Amalfitana con il plexiglass in bella vista avrebbe avuto lo stesso allure? Le spiagge di Mondello, divise in compartimenti, sarebbero state le stesse? Una buona fetta della popolazione, inorridita, si è opposta. E per fortuna la proposta è stata abbandonata, con buona pace dei produttori e la gioia dei fortunati che questa estate hanno goduto del sole italiano. 

6 idee per il distanziamento sociale

A seguire ecco 5 idee, adottate in tutto il mondo, per evitare assembramenti e proteggersi dalla pandemia di Covid 19 che ha vessato il mondo intero in quest’ultimo anno. La creatività è ciò che ci tira fuori da qualsiasi empasse, ed anche stavolta non mancano esempi degni di essere portati alla ribalta.

#1 Distanziamento e peluches 

Il primo esempio è arrivato da Parigi, dove un bar ha piazzato coppie di peluche giganti tra un tavolo e l’altro per garantire il rispetto delle regole di distanziamento. Come la Maison Saigon di Bangkok, in Thailandia, che ha optato per il tenero posizionando sulle sedie da occupare dei panda di peluche che agevolano i clienti nel capire dove possono sedersi nel rispetto del distanziamento, cruciale in quelle zone del mondo. 

#2 Manichini ovunque!

Poi, il ristorante di Tokyo “Masato Takemine” ha iniziato ad utilizzare dei manichini (certamente meno coccolosi, ma egualmente utili) e anche in questo caso la notizia ha fatto il giro del mondo. Suggestivi e poetici, proprio come la terra che li ospita. Qui un esempio statunitense dello stesso approccio.

#3 Le scarpe anti – Covid da Guiness

 

 

Il calzolaio romeno Grigore Lup, dalla Transilvania, ha ideato un paio di scarpe numero 75. Ben 50 centimetri di lunghezza che obbligano chi le indossa a parlare mantenendosi ad un metro di distanza dagli altri, garantendo così il rispetto del distanziamento in modo allegro e “pratico”. Non ditelo a Louboutin.

 

#4 Cappelli pro distanziamento sociale

Arrivano i cappelli pro distanziamento sociale. Non seguono i dettami dell’alta moda italiana o di quella francese, certo, ma in fatto di funzionalità sono praticamente imbattibili. Quindi, ottimo lavoro! Li sperimentano i bimbi in Cina, per mantenere le distanze in modo allegro, ma sfrutta l’idea anche il colosso del fastfood Burger King. 

Burger King, lo scorso Maggio regalava ai clienti enormi corone di cartone per promuovere il distanziamento sociale  anti Covid-19, ancora piegate, diventando anche un gioco per intrattenerli mentre aspettano i loro panini seduti al fast food. Naturalmente le foto dei nuovi divertentissimi cappelli, distribuiti solo nei punti vendita tedeschi, sono diventate virali online.

«La corona per il distanziamento sociale fai-da-te è stata un modo divertente e giocoso per ricordare ai nostri ospiti di mantenere le distanze mentre si godono il cibo nei ristoranti», ha spiegato Burger King nel presentare l’iniziativa.

L’idea è stata lanciata su Instagram con il claim “Distancing, but make it fashion”, ovvero “mantieni le distanze, ma fallo con stile”.

Il mondo, però, è bello perché vario e non tutti apprezzano queste soluzioni. In special modo se a cercare queste soluzioni sono ambienti più ricercati, sofisticati e di classe. 

Ecco quindi che è il verde a correre in nostro aiuto.  

Distanziatori green a Pistoia

Distanziatori green Pistoia

Dall’italianissima azienda di Pistoia Giorgio Tesi Group arriva l’idea più green e glamour di tutte.

In questo caso, sono piante e fiori a far rispettare il distanziamento e la sicurezza in bar, ristoranti, spiagge e in tutte le altre attività ricettive che vogliono optare per una soluzione più stilistica ma sempre funzionale: rampicanti, spalliere fiorite, arbusti fruttiferi personalizzabili per altezza, dimensione e condizioni ambientali, adattabili anche alle nuove esigenze degli stabilimenti balneari.

La natura ci aiuta per non farci sentire in gabbia. E siamo liberi di vivere l’ambiente.

 

#6 Pois colorati sul pavimento per lo shopping sicuro

 

Safety Pois rende vivace il distanziamento sociale: è una segnaletica visiva a pavimento in tre variante colore che vanno ad indicare il comportamento corretto da tenere all’interno dei negozi che si frequentano.

Il sistema si compone di snodi segnalatori incollati sul pavimento, che sfrutta l’utilizzo di pois di diametro di 50 cm in tre colori, verde, giallo e rosso, applicati a 1,50 mt l’uno dall’altro. I pois vanno a creare una griglia verticale di distanze di sicurezza.

Il rosso è lo stop, e va utilizzato dove bisogna attendere prima di essere serviti. Con il giallo si indica la sosta breve, quindi quando si deve solo prendere un prodotto o richiedere un servizio o attendere in fila. Il pois verde indica il transito, quindi il percorso da effettuare per avere ben chiare le distanze da tenere durante gli spostamenti.

Distanziamento sociale si, ma in modo creativo

Visto quante idee possono venirti in mente mentre cerchi di capire come organizzare al meglio la tua attività nel rispetto delle opportune distanze di sicurezza? Magari anche tu nel tuo locale puoi disporre oggetti curiosi per obbligare il pubblico a rispettare le distante, ma in modo curioso. Accattivante. Divertente. Insomma, anche questo periodo ci insegna che dai momenti meno felici si esce più forti. E più creativi. 

E intanto, se vuoi un consiglio, crea occasioni di acquisto anche online. Si esatto, in quel mondo che fino allo scorso anno ti sembrava così distante. Le persone oggi preferiscono, molto più di ieri, acquistare anche dal divano di casa. E se non hai ancora un eCommerce, forse è arrivato il momento di iniziare a pensarci.

One Minute Site ti offre uno strumento online per creare il tuo eCommerce in modo facile e veloce. Ma soprattutto, ti accompagna fino al golive del tuo progetto, attraverso assistenza, formazione e consulenza costante. Uno strumento efficace è fondamentale, ma un consulente pronto a spiegarti come utilizzarlo al meglio può davvero fare la differenza.

Anna

Autore: Anna

Vedi tutti gli articoli scritti da Anna
0

Lascia il tuo commento

Lascia qua la tua recensione.
Dicci cosa ne pensi dell’articolo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *