Nel corso dell’ultimo F8, l’annuale conferenza in cui vengono svelati i progetti per il futuro dell’ecosistema Facebook, Mark Zuckerberg è stato estremamente chiaro:

Today we’re making changes that put Groups at the center of Facebook and sharing new ways Facebook can help bring people together offline.

Un’affermazione netta, inequivocabile, che definisce senza possibilità errore l’intenzione, da parte del colosso di Menlo Park, di mettere gli utenti e le conversazioni al centro della piattaforma, affinché questa torni a svolgere la funzione per cui è stata originariamente creata: favorire la nascita e lo sviluppo di relazioni tra le persone. Questa volta, però, sfruttando uno specifico strumento: i Gruppi di Facebook.

Uno spunto dal sapore quasi filantropico, ma che in realtà nasconde un fine decisamente meno poetico e ben più remunerativo: far sì che gli utenti trascorrano sempre più tempo sulla piattaforma, e quindi siano ancor più esposti alla visione di contenuti sponsorizzati, nonché portati a condividere un maggior numero d’informazioni e dati personali.

Premesso che non siamo qui per mettere in discussione le reali intenzioni del papà di Facebook, né tantomeno per fargli la morale, vediamo come i Gruppi di Facebook possono aiutarti nello sviluppare relazioni con il tuo pubblico, generando discussione e facendo sì che, tra coloro che ti seguono e il tuo brand, si crei un vero e proprio dialogo.

Quando e perché aprire un Gruppo su Facebook (e quando e perché non farlo)

Prima di parlare di quello che si può fare (e non fare) con i Gruppi di Facebook, credo sia doveroso analizzare i motivi e le condizioni che dovrebbero portare all’apertura di un proprio Gruppo.

Come detto poc’anzi, infatti, i Gruppi rappresentano il contesto ideale in cui dare vita a un confronto aperto e diretto con i propri clienti, ma questo sottintende un impegno non indifferente, che deve essere valutato con la massima serietà.

Prima di mettere mano all’interfaccia di Facebook e procedere con la creazione di un Gruppo, è quindi necessario porsi una importantissima domanda: “Ho veramente voglia di dedicare tempo ed energia alla comunicazione con il mio pubblico? Oppure il mio è solo uno schiribizzo momentaneo dettato da un fugace e volatile entusiasmo?”.

Come solito, a fare la differenza tra una scelta vincente e una di pessima fattura, non sono solo gli obiettivi alla base della stessa, ma anche e soprattutto l’impegno con cui siamo disposti a portarla avanti. Rispondete, quindi, in modo onesto a questo quesito e scoprirete se aprire un Gruppo su Facebook fa veramente al caso vostro oppure no.

E non provate a barare!

Cosa si può fare con un Gruppo Facebook?

Chi è amministratore di un Gruppo Facebook avrà sicuramente notato la vastità di funzioni a propria disposizione, nonché il continuo aggiornamento subito delle stesse.

Essendo io stesso ideatore e amministratore di un piccolo Gruppo (il beneamato “Ciccio, senti ‘na cosa”, dedicato all’incontro tra domande e risposte attinenti il mondo del Web), in questi due e più anni di gestione ho assistito a una evoluzione davvero imponente.

Dato che sarebbe impossibile, nonché inutile, trasformare questo articolo in un infinito elenco di funzioni, cerchiamo di focalizzaci su 5 situazioni in cui utilizzare un Gruppo potrebbe avere senso, tanto come singoli individui, quanto come entità più strutturate.

1. Instaura uno scambio continuo e bilaterale con i fan della pagina

Come tutti sappiamo, il compito delle le pagine Facebook è quello di rappresentare le cose, ovvero le aziende, i brand, le organizzazioni e i personaggi pubblici che desiderano formalizzare la loro presenza all’interno della piattaforma.

Estremamente performanti in una comunicazione che va da uno a molti, le pagine permettono di mostrare prodotti, raccontare storie, condividere news, ma seguendo sempre e comunque una dinamica in cui il soggetto parlante è unico e solo.

Nei Gruppi, invece, chiunque può lanciare una discussione: dall’ultimo iscritto fino all’amministratore, ed è esattamente questo che rende i Gruppi luoghi d’incontro e scambio unici nel loro genere. Parlo io, parli tu, parlano tutti. E chiunque può rispondere.

Dato questo, se desideri veramente aprire un canale di comunicazione continuo con i fan della tua pagina, il Gruppo rappresenta lo strumento su cui devi puntare.

2. Proponi un’idea, sonda l’interesse e, in caso, sviluppala

Da quando ho dato vita a “Ciccio, senti ‘na cosa”, oltre a proporre domande inerenti il mondo del Web, mi capita di utilizzarlo per chiedere ai membri se un’idea o un progetto potrebbe essere apprezzato o meno, e in, caso di risposta affermativa, svilupparlo.

Che si tratti di una nuova rubrica all’interno del mio blog (Bennaker.com), o magari un evento utile a spostare sul piano reale i rapporti maturati su quello digitale, tramite il Gruppo ho la possibilità di misurare il grado di apprezzamento verso la singola proposta.

Di buono c’è che, in occasioni del genere, le persone sono portate non solo a dire se una cosa piace o non piace, ma anche a fornire suggerimenti utili a migliorarla. La fantasia di ognuno, infatti, arriva dove può, quindi interpellare il pubblico può essere un’ottimo modo per impreziosire l’idea iniziale, così da renderla ancor più ricca e appetibile.

3. Chiedi un feedback su qualcosa che è già stato fatto, tipo un evento

Similmente a quanto detto poc’anzi, un Gruppo può essere utilizzato anche per chiedere un feedback su qualcosa che è già avvenuto, come un evento o una promozione.

Pensa, ad esempio, a tutte le volte in cui ci produciamo nella lancio di un’inattesa novità o una sorpresa: sono occasioni in cui non avremmo potuto sondare il terreno, quindi chiedere a posteriori: “Che cosa ve ne è sembrato?” ha perfettamente senso.

Immagina la difficoltà di fare una cosa del genere con una pagina… Ok, le pagine Facebook permettono di pubblicare sondaggi, ma le opzioni di risposta possono essere solo due. Un limite, questo, che all’interno dei Gruppi non c’è!

4. Proponi un’offerta o una promozione esclusiva e riservata

Non so te, ma per me essere fan di una pagina è un conto, mentre essere membro di un Gruppo Facebook è tutt’altro. È qualcosa che mi fa sentire più coinvolto, più importante.

Proprio per questo, i Gruppi di Facebook possono essere utilizzati anche per lanciare promozioni e offerte destinate ai soli membri, cosa che metterebbe gli stessi nella condizione di sentirsi ancor più coccolati. E Dio solo sa quanto questo il sentirsi speciali faccia leva sulle persone, anche quando la cosa è stata palesemente studiata a tavolino.

Se utilizzati Facebook a scopo promozionale e hai collegato il Gruppo alla tuo pagina, rifletti sulla possibilità di sfruttare questa dinamica e poi fammi sapere.

5. Dai maggiore visibilità ai post della pagina, ma con astuzia e amore

Per quanto io tenti di rifuggire lo spettro della ridondanza, il fatto di possedere un Gruppo su Facebook autorizza (moralmente, in primis) colui o colei che lo amministra a ricondividere al suo interno i contenuti originariamente pubblicati con la pagina.

A me personalmente non piace questo modo di utilizzare i Gruppi, ma i risultati parlano chiaro: un post preso da una pagina e ripubblicato all’interno di un Gruppo ottiene davvero un sacco di visibilità, e questo perché l’algoritmo è molto più permissivo.

Detto questo, se veramente intendi percorrere questa strada, permettimi di darti un piccolo suggerimento: fai le tue ricondivisioni con stile, nel senso di non limitarti alla ricondivisione nuda a cruda, ma dona a ogni singolo post ripubblicato quel qualcosa in più che, ancora una volta, riesca a far sentire speciali i membri del tuo Gruppo.

Ti faccio un esempio: se hai pubblicato con la tua pagina Facebook un articolo intitolato “I 7 modi infallibili per farla impazzire”, quando andrai a postarlo nel Gruppo aggiungi nell’introduzione un 8° metodo, sottolineando che lo stesso è riservato ai soli iscritti

Sembra una cazzatina, lo so. Ma sono questo tipo di carinerie che fanno sentire un utente speciale. A te non costa nulla e chi ti legge si sentirà ancor più parte del tuo mondo.

Allora, lo apriamo ‘sto Gruppo o no?

Ora che siamo giunti alla fine di questa breve rassegna, permettimi di tornare un’ultima volta sul concetto iniziale, quello che sta alla base della creazione di un Gruppo.

La domanda in sé è semplice: pensi che il dialogo con il tuo pubblico abbia un valore e sei disposto a dedicare parte del tuo tempo e delle tue energie a esso?

Se la risposta è “Sì”, allora non aver paura di aprire il tuo Gruppo. Segnati da una parte le idee migliori e prometti a te stesso di cominciare a svilupparle il prima possibile.

Se, invece, non sei poi così convinto o non credi di poter dedicare alla gestione di un contesto così delicato il giusto tempo e la giusta attenzione, lascia perdere. Ricorda che sui Social è meglio rinunciare a qualcosa, piuttosto che averlo e lasciarlo fermo.

E non dimenticare di iscriverti al Gruppo “One Minute Site Academy”, mi raccomando!

Alla prossima!

Autore: Simone Bennati

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