Se è vero che i social servono a generare relazioni, allora i gruppi di Facebook sono lo strumento ideale per acquisire visibilità e autorevolezza agli occhi della propria nicchia.

Un esempio lampante è rappresentato da Amanti del cibo Siciliano, gruppo Facebook che, giunto ormai alla soglia dei 100.000 utenti iscritti, di cui moltissimi attivi, si colloca tra i gruppi italiani più popolosi attualmente esistenti.

In questo articolo ho il piacere di intervistare Enza Accardi, co-fondatrice del gruppo.

Attraverso le sue risposte scopriremo cosa c’è dietro la gestione di un gruppo così nutrito e articolato, nonché come sia possibile, col tempo e con l’impegno, conquistare la fiducia degli altri e riuscire influenzare le loro scelte d’acquisto. Sì, perché per suggerire prodotti e servizi la fiducia è un elemento da cui non si può prescindere.

Lascio, quindi, la parola a Enza, certo del fatto che saprà offrirti degli ottimi spunti.

Intervista a Enza Accardi, co-fondatrice di “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-EAT)”

Ciao Enza, e innanzitutto benvenuta su One Minute Site. Prima di cominciare a parlare di “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-EAT)”, gruppo Facebook del quale sei co-fondatrice, mi piacerebbe ti presentassi ai nostri lettori. Ti chiedo, quindi, di raccontarci chi sei, di cosa ti occupi e di come è nata l’idea di fondare un gruppo dedicato alla cucina siciliana.

Sono semplicemente Enza. Oggi mi occupo di cucina, ma arrivo da un mondo lavorativo completamente differente.

Ero la classica tipa che andava al lavoro con i tacchi, il trucco e il parrucco. Lavoravo dietro una scrivania ed ero in contatto con molte persone. Questa è stata la mia vita per ben 24 anni. Poi sono diventata, se così si può dire, una vittima della crisi. A 44 anni, infatti, quel lavoro l’ho perso.

Già all’epoca la cucina era la mia passione. E così, dopo infinite difficoltà per trovare un’altra occupazione, anche a causa della mia età, ho potuto dedicarmi completamente a essa. I tacchi sono diventate scarpe basse, il trucco è sparito e il parrucco ha lasciato spazio alla classica fascia che le massaie indossano. E un semplice grembiule ha preso il posto dei bei vestiti.

Già allora gestivo il mio primo blog, all’interno del quale condividevo le mie ricette, nonché il relativo gruppo.

Era il 2016 e con Maurizio Cardella, chef licatese che proprio in questo periodo è tornato da Amsterdam per aprire un ristorante tutto suo a Licata (“Senza Funnu”), ci venne l’idea di aprire un nuovo gruppo. Un gruppo simile a quello che già amministravamo, ma con la differenza che questa volta desideravamo dare la possibilità alle piccole aziende di farsi conoscere e portare in giro nel mondo la tradizione siciliana, e non solo quella.

Abbiamo voluto allargare gli orizzonti e, con nostra grande sorpresa, ci siamo riusciti. Non ci aspettavamo tutto questo successo.

Come detto all’inizio di questa intervista, “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-EAT)” sta per raggiungere i 100.00 iscritti. Una cifra notevole, la quale lo rende uno dei gruppi Facebook italiani più frequentati e attivi. Come siete riusciti, tu e i tuoi collaboratori, a far crescere così tanto questa realtà? C’è, forse, qualche segreto che ti andrebbe di condividere con noi?

Segreti, in questo caso, non ce  ne sono. Il gruppo dà a tutti la possibilità di pubblicare. Anche il piatto più semplice va bene e sia io che Maurizio siamo membri come tutti.

Maurizio, come già detto in precedenza, è inoltre uno Chef, quindi potrebbe davvero dire la sua in merito a certe questioni, ma sappiamo tutti che la gente si apre soltanto se viene trattata alla pari. La nostra filosofia ha offerto la possibilità a molti di approcciare al mondo virtuale con coraggio, magari arrivando anche a sfidare se stessi.

L’interazione è importante e, quando all’interno di un gruppo si trovano umanità, rispetto e tradizione, credo ci siano tutti gli ingredienti per aprire la porta anche ai meno coraggiosi. E quando ci accorgiamo che il rispetto viene a mancare, siamo i primi ad aprire la porta e ad accompagnare fuori chi non sta alle regole.

Sta di fatto che con “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-EAT)” siamo arrivati in tutte le parti nel mondo, rivitalizzando e dando visibilità a una tradizione culinaria che, per molti, era ormai persa. E questo è uno dei nostri punti di forza e orgoglio.

Spulciando nel gruppo, ho scoperto che lo stesso è collegato alla pagina “Pignate e Cugnate”. Quello che mi piacere sapere è se queste due realtà si alimentano a vicenda, ovvero se l’una porta acqua anche al mulino dell’altra, nonché come questo avviene.

“Pignate e Cugnate” è il mio home restaurant, un progetto ideato qualche tempo fa con mia cognata Antonella, ma che si è concretizzato meno di 1 anno fa. Complice anche la nostra partecipazione a “Cortesie per gli ospiti“, trasmissione in onda su Real Time che ci ha dato la possibilità di vivere un’esperienza meravigliosa e divertente, oltre a donarci tanta visibilità. Ragion per cui il nome della home restaurant è proprio quello della trasmissione.

Possiamo anche affermare che le due realtà si alimentano, nel senso che “Pignate e Cugnate” si basa su un principio fondamentale: la genuinità del prodotto siciliano, scoperto anche attraverso il Gruppo, grazie alle piccole aziende che ancora credono nella forza della nostra amata terra siciliana.

Ormai sono tanti anni che amministro “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-Eat)” e ho potuto constatare che c’è un ritorno alla materia prima d’eccellenza. Il gruppo, in questo, mi ha aiutato molto, perché i miei piatti sono frutto di eccellenza di quelle aziende che, grazie al gruppo, si sono fatte conoscere e che io stessa ho scoperto.

Ovvio che il gruppo è anche un veicolo per dare ancora più visibilità a “Pignate e Cugnate”, soprattutto per tutti coloro che vogliono visitare Palermo e mangiare bene.

L’home restaurant, infatti, si trova proprio nel cuore di Palermo, in uno degli appartamenti di Antonella, una modenese che adora la Sicilia da sempre (infatti io sono la Pignata e lei è la Cugnata)

Entrando in “Amanti del cibo siciliano (Sicil-EAT) è impossibile non notare il corposo regolamento posizionato in cima alla bacheca. Qual è la tua opinione in merito all’istituzione di regole operative e comportamentali all’interno di un gruppo? E ancora: i vecchi e nuovi iscritti tendono a essere autonomamente disciplinati, oppure è comunque necessaria una massiccia attività di monitoraggio e moderazione?

Il regolamento è fondamentale e spesso subisce variazioni e/o aggiornamenti, vista la mole di crescita. Senza le regole non si va da nessuna parte e, più il gruppo diventa grande, più c’è necessità di rivedere qualcosa.

Il lavoro che si fa dietro le quinte è massiccio, perché gli indisciplinati ci sono e sempre ci saranno, ma devo dire grazie ai miei Admin se, ad oggi, riusciamo a tenere il gruppo stabile, risultando uno dei migliori di Facebook.

Oltre al mio co-founder Maurizio Cardella, gli admin nelle persone di Arone Dalessandria, Manu Cicciò, Pietro Zizzo, fanno con me un lavoro capillare, impegnativo e straordinario.

Il gruppo è continuamente monitorato perché è così che deve essere. Abbiamo una crescita media di 1.000 membri a settimana e non tutti vanno a leggere il regolamento creato affinché ci sia rispetto per tutti, soprattutto per chi magari ha voglia di pubblicare il piatto più semplice, senza per questo dover essere attaccato dai sapientoni.

I ragazzi fanno tutto questo per passione e li ritengo davvero unici, i migliori. Si è creato un ottimo feeling fra noi, siamo davvero degli ottimi amici. Una famiglia, penso di poter dire.

Cosa ti porta l’essere amministratrice di un gruppo come “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-EAT)”? Gli iscritti pagano un qualche tipo di abbonamento per farne parte? Oppure hai attivato delle collaborazioni che permettono ad alcuni brand, magari tramite delle vere e proprie affiliazione, di promuovere i loro prodotti e servizi?

Nessuno paga nulla e noi non abbiamo introiti di nessun genere, neanche dalle aziende che si fanno conoscere attraverso il gruppo. La nostra è pura passione, condivisione, amore per il cibo, la tradizione e la materia prima.

Nessuno ci paga e noi non chiediamo a nessuno di essere pagati.

L’unica cosa che con Maurizio abbiamo ritenuto giusto fare è stato far sì che le aziende prevedano uno sconto per tutti i membri che decidono di contattarle (che possono farsi pubblicità attraverso noi amministratori e non in autonomia), decidendo, poi, di acquistare i loro prodotti. Ma non chiediamo niente a nessuno, e questo le stesse aziende possono confermarlo.

Amministrare “Amanti del cibo siciliano (Sicil-Eat)“ è una tra le più belle cose realizzate negli ultimi anni.

Io amo i miei membri come se fossero le mie creature e loro mi danno tanto. Il mio conto di ritorno è amore, amicizia e spesso anche responsabilità, perché sono molti a scrivermi in privato, chiedendo consigli, raccontandomi le loro storie di vita o anche solo per un saluto. Ma la cosa più bella è quando ci scrivono che il gruppo serve a fare compagnia a molti, i quali riescono a trovare 5 minuti di serenità solo interagendo e dimenticandosi, così, dei problemi di tutti i giorni.

Abbiamo portato la Sicilia a spasso per il mondo e sono stati davvero tantissimi quelli che ci hanno aperto la porta di casa e fatto accomodare alla loro tavola.

I gruppi che funzionano sono quelli in cui le persone interagiscono

Non so se lo hai notato, ma l’esperienza di Enza e del gruppo “Amanti del cibo Siciliano (Sicil-EAT)” ci insegna prima di tutto una cosa: affinché un gruppo funzioni, l’interazione tra gli utenti è fondamentale, se non addirittura necessaria.

Non potendoci aspettare che le persone facciano tutto da sole, è importante che coloro che amministratori e moderatori dei gruppi siano i primi a innescare discussione, dibattito e confronto tra gli utenti.

Questo è possibile definendo e attuando una strategia di comunicazione che preveda il costante coinvolgimento del pubblico, la quale sia utile non solo a movimentare l’ambiente, ma anche a far sì che le discussioni scavalchino il confine del gruppo stesso, arrivando a toccare e coinvolgere anche elementi esterni, come utenti e pagine.

Sembrerà banale, ma è sufficiente prendere l’abitudine a utilizzare, ad esempio, di strumenti come il tag e gli hashtag per raggiungere questo obiettivo.

E il risultato può essere davvero sorprendente.

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Nel ringraziare nuovamente Enza per la sua disponibilità e collaborazione, ti ricordo anche One Minute Site ha una community su Facebook a cui puoi iscriverti. Si tratta del gruppo One Minute Site Academy.

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Alla prossima!

Autore: Simone Bennati

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    Recensioni (4)

  1. Maria
    Maria says:

    E un bel gruppo ero iscritta ma nn so come o fatto ora nn dono più con voi vorrei esserci di nuovo perché mi piace a far parte di questo gruppo

    Reply

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