Ti stai chiedendo se aprire o meno il tuo negozio online? Sono sempre di più i commercianti che sbarcano online con un ecommerce, ma quanti riescono a far funzionare il proprio negozio online? In questo articolo ti parlo dei vantaggi e degli svantaggi connessi alla vendita online.

Secondo gli ultimi dati statistici, tanto i Millennials (67%) quanto la Gen X (54%) prediligono spendere i loro soldi facendo acquisti online. E – udite udite – nonostante l’acquirente medio sia prettamente donna, è l’uomo che spende di più: il 28% in più!

Che l’ecommerce abbia rimodellato il mercato moderno è ormai un dato di fatto. Che sia destinato a sostituirsi ai negozi fisici, è una delle possibili prospettive del nostro futuro: secondo un articolo comparso su nasdaq, entro il 2040, addirittura il 95% degli acquisti saranno fatti online.

Nonostante le rosee aspettative, vendere prodotti online comporta tutta una serie di pro e contro rispetto alle attività di vendita tradizionali che è bene conoscere per comprendere a fondo se utile o meno per decidere se sviluppare il business aziendale in questa direzione.

Ecommerce: quali vantaggi?

Oltre al pubblico statisticamente portato per gli acquisti online, tra i principali vantaggi per chi vuole vendere online troviamo:

  • il risparmio di spese tipiche dei negozi fisici (dall’affitto, alle utenze elettriche, idriche e telefoniche, costi di manutenzione e dipendenti, costi di magazzino/stoccaggio, ecc.)
  • l’eliminazione di code (quindi maggiore velocità d’acquisto, con conseguente migliore gestione del tempo e ridotta possibilità di disservizio con annessa lamentela da parte del pubblico)
  • l’apertura ad oltranza (24 ore su 24, 7 giorni su 7, non soggetta a restrizioni)
  • e – in caso di prodotti digitali – vendita potenzialmente illimitata dei prodotti.

Nel caso poi di attività fisicamente preesistenti in zone urbane di periferia, l’attivazione di un ecommerce può anche aiutare a migliorare gli affari, permettendo ai potenziali acquirenti di visionare i prodotti disponibili, evitando di spostarsi per chilometri e sorbirsi lo stress del traffico per acquistare ciò di cui pensano di aver bisogno.

Se poi si punta in alto, parlando di aziende di e-commerce, è facile comprendere come le spese evitate aumentino ancor di più i volumi aziendali in termini di guadagno.

Online le distanze si annullano

E nonostante la mancanza di rapporto fisico diretto tra venditore e cliente, c’è da dire che gestendo un ecommerce hai comunque a disposizione dati personali degli acquirenti (quali ad esempio email e indirizzo di consegna) che possono essere utilizzati con semplicità per rimanere in contatto diretto, con il minimo sforzo: esistono diversi sistemi di automatizzazione e personalizzazione di email che permettono di inviare contenuti utili, capaci di fidelizzare i clienti già acquisiti e – in alcuni casi – si può sempre optare per una lettera cartacea personale da recapitare a casa (magari in occasione di compleanni e feste comandate).

Infine, aspetto da non sottovalutare, grazie alla raccolta dei dati di un ecommerce, diventa più semplice e diretto per chi gestisce l’attività conoscere con esattezza quali prodotti sono più vantaggiosi da vendere e quali meno, riducendo al minimo i rischi di mancate vendite e conseguente riduzione degli introiti.

Ecommerce: quali svantaggi?

Ma… c’è sempre un risvolto della medaglia.

Per quanto un ecommerce possa apparire vantaggioso, ci sono alcune questioni da tenere a mente, soprattutto in caso di vendita di alcuni tipi di prodotti.

Molte persone preferiscono ancora toccare con mano un tessuto, un mattone o una carta da parati prima di acquistare. Hanno bisogno di

  • sentire la consistenza e la qualità del prodotto prima di procedere all’acquisto
  • confrontarsi direttamente con il venditore per raccogliere informazioni utili per la loro scelta
  • sentirsi rassicurati da un faccia a faccia con uno specialista sulla validità della loro scelta in merito alla questione da risolvere.

Alcune persone temono truffe e frodi online. Questi utenti non si sentono sicuri quando si tratta di acquistare online: prima di inserire i loro dati su un sito vogliono essere certi di non poter incappare in situazioni spiacevoli e questo può renderli restii agli acquisti su canali che non siano riconosciuti come sicuri al 100%.

Voglio rassicurarti: l’investimento necessario per mettere in sicurezza l’intero sistema – dall’hosting al sito ai sistemi di pagamento – non comporta necessariamente cifre da capogiro ed è comunque giustificato dall’aumento di probabilità di vendita.

E non dimenticare di fare una chiacchierata con il tuo commercialista per avere ben chiaro la documentazione necessaria per l’apertura del tuo ecommerce, se e come cambia la fatturazione e le eventuali tassazioni di cui tener conto.

A questo aggiungi anche che – a meno di prodotti unici e irripetibili – il tuo ecommerce sarà uno tra tanti. E online, per trovare il prodotto ambito e acquistarlo al prezzo più basso bastano pochi clic, quindi per sopravvivere potresti trovarti a dover giocare al ribasso con i prezzi per non perdere la vendita e comunque i tuoi profitti potrebbero risentirne e non coincidere con le tue previsioni economiche.

Dulcis in fundo, anche la questione spedizioni e logistica non è da sottovalutare: la comodità e la convenienza per il cliente anche stavolta può essere in contrasto con la tua attività online, vuoi per il carico da gestire, vuoi per i tempi da dedicare alle operazioni.

Vendere online: occhio alle normative e al GDPR

Dal maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Ue 2016/679 sul trattamento e sulla protezione dei dati personali: stiamo parlando del GDPR. Per conoscerlo più da vicino ti suggeriamo di leggere la Guida completa proposta da Agenda Digitale. Nel frattempo però, per sommi capi, ti do qualche dritta per evitare le costose sanzioni previste dalla mancata applicazione della legge: fino a 2065 euro per mancata indicazione della partita iva, da 6000 a 36000 euro per mancata informativa sulla privacy e addirittura fino a 120000 euro in caso di mancata indicazione del consenso all’utilizzo dei cookie!

Tra i dati che devono essere presenti sul tuo ecommerce ci sono:

  • Ragione Sociale
  • Sede legale
  • Telefono, Email, Pec
  • Partita Iva
  • Codice Fiscale
  • Numero di iscrizione al registro delle imprese

oltre ad eventuale capitale sociale, stato di liquidazione e unipersonalità.

Oltre questa sfilza di informazioni necessarie ed obbligatorie (meglio se presenti nel footer del sito – così da comparire su tutte le pagine che lo compongono!), c’è da fare i conti con tutta una serie di documenti che non possono mancare, meglio se redatti su misura da un professionista e in base alle tue esigenze specifiche.

Ho chiesto a Valentina Fiorenza, avvocato che segue le evoluzioni del GDPR e che ha nel suo core business la messa in sicurezza dei siti web, di fare una lista completa dei documenti obbligatori. Te la propongo qui di seguito.

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Nello specifico – ci ha detto Valentina – i cookie di navigazione devono rispondere a determinate regole che quasi nessuno rispetta. Il copia/incolla purtroppo produce anche questo tipo di risultati: si crede che copiando dai grandi si possa stare sicuri e invece, spesso, si rischia di ritrovarsi nei guai.

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Per ullteriori dettagli legali, ti invito a seguire il canale instagram di Valentina Fiorenza – Avvocato che ogni giorno con le sue Stories piene di casi studio e chiarimenti legali aiuta a come muoversi nei meandri della burocrazia digitale, che pochi tengono nella giusta considerazione.

Conclusioni

Aprire un ecommerce non è così facile e indolore come molti credono: ti ho mostrato quante cose ci sono da tenere in considerazione prima di decidere lanciarsi in questa avventura.

Un modo per semplificarti la vita è decidere di creare il tuo eCommerce su One Minute Site. In questo modo le questioni tecniche legate al GDPR (che su altre piattaforme richiedono l’inserimento di plugin di terze parti) saranno risolte a monte. Per gli adempimenti privacy, inoltre, vengono fornite delle informative di esempio da personalizzare ed inserire sul sito.

All’interno di ogni singolo sito è possibile modificare le informazioni sulla privacy e attivare (con un semplicissimo flag) la notifica video per rispettare la Direttiva 2009/136/EC riguardo all’uso dei cookie nei siti ed il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR.

L’unica cosa che ti raccomando di inserire è un testo per la Privacy Policy redatto su misura per te da un professionista e in base alle tue esigenze specifiche.

Come essere in regola con il GDPR suOne Minute Site
Come essere in regola con il GDPR suOne Minute Site

Con la lista di pro e contro che ho stilato mi auguro di averti dato nuovi spunti di riflessione e nuove prospettive da cui guardare la situazione. Se vuoi aiutarmi a renderla ancor più esaustiva, raccontami nei commenti le tue esperienze, i tuoi punti di vista o i tuoi dubbi. Ti aspetto 😉

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