Autore: Giacomo Lucarini

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In questo articolo ti racconto come creare un podcast per il tuo brand, come realizzarlo tecnicamente e diffonderlo nella maniera migliore. Tanti professionisti lo stanno già facendo. Per questo, negli ultimi anni, è aumentato a dismisura anche in Italia il pubblico e la produzione di podcast.

Cos’è un podcast, e perché crearne uno

È la trasmissione radiofonica dell’era digitale: il termine nasce dalla fusione di POD (personal on demand) e Broadcast (trasmissione). Con il termine podcasting si indica la tecnologia e l’attività di creazione e download di file audio di varie tipologie, e permettere l’ascolto attraverso aggiornamenti e iscrizioni con feed RSS.

Il bello è che il podcast non ha nessuna limitazione nella diffusione, non è legato a un particolare ecosistema, e può stare comodamente dentro qualsiasi dispositivo adatto alla riproduzione.

Se ancora non hai preso in considerazione l’idea di crearne uno per le tue attività di marketing e promozione digitale, credo proprio che sia il momento di farlo!

Pensaci bene: il suono è da sempre uno dei mezzi più potenti che abbiamo per entrare in relazione con gli altri. Sono certo che ascoltando certe voci alla radio ti sei appassionato e anche affezionato ai personaggi che ti accompagnavano in viaggio, a lavoro, in palestra… Bene: il podcast, una vera radio “on demand” a tua disposizione, è un mezzo potente, versatile, comodo e universale per entrare in contatto con le persone e stabilire una relazione molto intima.

Anche tu puoi raggiungere interessanti risultati per il tuo business, con un’attività che oltre ad essere interessante e soddisfacente, potrebbe rivelarsi talmente divertente da diventare un piacere.

Come Creare un Podcast: gli strumenti consigliati

A questo punto potresti essere un po’ spaventato, ma niente paura. Per realizzare la tua trasmissione sotto forma di podcast non servono chissà quali competenze.

Ti basta una precisa strumentazione, non eccessivamente costosa, e un po’ di buona volontà nell’imparare ad utilizzare alcuni semplici programmi.

Nel giro di pochi giorni ti sentirai come un pioniere delle radio libere degli anni ’70. Puoi iniziare con strumenti base e poi migliorare, ma ricorda: la qualità audio è fondamentale per avere successo. Anche il contenuto più interessante, se presentato con un audio gracchiante, distorto, ovattato, troppo alto o troppo basso… rischia di far fuggire a “orecchie levate” un ascoltatore potenziale.

Microfoni per podcast con ottimo rapporto qualità/prezzo

Ecco dunque una lista di ottimi microfoni per rapporto qualità/prezzo, per avere fin da subito un audio pulito e cristallino, senza torturare i padiglioni auricolari dei tuoi utenti e scoraggiarli fin dai primi secondi.

  • Blue Yeti
  • Samson Meteor
  • Rode NT

Ti consiglio inoltre di acquistare, se non vuoi tenere il microfono appoggiato sulla scrivania (potresti registrare qualsiasi tipo di vibrazione), un braccio-supporto pieghevole e regolabile, da fissare al tavolo. Obbligatorio poi un filtro anti-pop, per evitare che alcune consonanti come le “p” e le “s” si trasformino in un incubo per chi ascolta.

Che Software posso utilizzare per registrare il podcast (anche gratis)?

Ti consiglio di rimanere sulla soluzione più semplice possibile: con Audacity puoi realizzare il tuo podcast in pochi minuti, in maniera semplice: ti basta il microfono collegato al computer e correttamente configurato.

Audacity è un software gratuito, open source e davvero ricco di funzioni, capace di soddisfare sia chi inizia sia chi è già esperto.

Con una grande quanitità di opzioni, l’interfaccia chiara e una curva di apprendimento breve, è decisamente la soluzione migliore per te: per registrazione e montaggio è francamente uno strumento insostituibile, anche perché – come detto – non si paga!

Altre soluzioni professionali, come GarageBand o Adobe Audition, hanno un costo mensile contenuto ma comunque presente, e sono più ricche di funzioni ma anche più complesse.
Se vuoi realizzare delle interviste, quindi avere ospiti nel tuo podcast, una incredibilmente valida soluzione gratuita è Zencastr, un sito web che ti permette di registrare direttamente online in ottima qualità podcast a più voci.

Il piano gratuito ti fa registrare fino a 8 ore di audio mensili con un ospite. Non male per iniziare!

Musica, effetti e sigla per podcast

Certo, un podcast fatto solo di voce può anche essere interessante, ma per “catturare” i tuoi ascoltatori, soprattutto quelli che si avvicinano per la prima volta, meglio avere una impostazione un po’ più vivace del solo monologo/dialogo.

Una volta che avrai deciso il nome del tuo podcast, settato il mood e capito cosa vuoi trasmettere al tuo pubblico, avrai comunque bisogno di una sigla e magari un tappeto sonoro da applicare sotto le parole.

Ecco alcuni siti web dove trovi risorse gratuite o a prezzi abbordabili:

Incompetech: esiste da una vita, ed è un punto di riferimento per la musica gratis

YouTube Audio Library: la piattaforma stessa offre un buon numero di risorse da scaricare

The Free Music Archive: canzoni per il tuo podcast

Musopen: preferisci la musica classica? Eccola per te.

Purple Planet Music: puoi selezionare le tracce a seconda del mood.

Soundbible: qui trovi effetti sonori gratis per tutti i gusti

AudioJungle: tra i siti a pagamento questo è decisamente tra i migliori, assieme a EnvatoElements e Artlist

Qualche consiglio per strutturare al meglio il podcast

Come per qualsiasi produzione di contenuti, avere un metodo e una struttura precisa è l’essenziale: fa risparmiare tempo, fatica e soprattutto non ti fa impazzire in sede di registrazione e montaggio.
Non registrare in un ambiente troppo vuoto, perché l’effetto rimbombo è odioso e te ne accorgerai solo dopo aver registrato. In caso di necessità, circondati di oggetti (o mobili) quanto possibile, e attutisci con qualcosa di morbido le immediate vicinanze della tua persona.

Prepara sempre uno script da seguire: frasi brevi e chiare, da leggere o da seguire come canovaccio, ma comunque non superare mai i 30-60 secondi di parlato in continuità. Fai delle pause che poi toglierai. La tua voce e la tua concentrazione ne gioveranno.

Struttura in questo modo il tuo podcast: introduzione con argomento della trasmissione (10-30 secondi) – sigla – eventuale introduzione dell’ospite o di te e dei tuoi canali di comunicazione digitali (30 secondi) – svolgimento vero e proprio (durata variabile) – ricordare ai tuoi ascoltatori dove possono trovarti sul web e iscrizione al podcast( 30 secondi) – saluti finali e magari teaser del prossimo episodio (30 secondi).
Prepara sempre in anticipo le domande per l’ospite e tieni sempre e comunque davanti a te un timer per non superare i tempi sostenibili per monologhi e introduzioni!
Non c’è un limite di durata ideale, in giro troverai podcast che vanno dai 5 ai 60 minuti, ovviamente tutto dipende dal tuo pubblico, dal tuo settore e dalla ricchezza e qualità degli argomenti e della produzione.
Il mio consiglio è di sperimentare, partire dal “piccolo” per poi eventualmente andare “in grande”, specialmente in termini di ospiti e di durata.

E adesso come distribuisco il mio Podcast?

Ci sono decine di servizi che ti permettono di lanciare il tuo podcast nel vasto mondo del web: ne avrai trovati a bizzeffe su Spotify, iTunes, Google Podcasts

A te serve però – ricordi l’introduzione dell’articolo? – una piattaforma che contenga i tuoi file, li trasformi in un feed RSS a cui le persone possono iscriversi, e poi distribuisca su tutte le principali piattaforme.

Personalmente io utilizzo Spreaker, che a un buon prezzo toglie tutti i possibili pensieri e offre strumenti, statistiche e bonus per diventare dei veri e propri campioni del podcast.

Se vuoi dare un’occhiata ad altre soluzioni, puoi provare con Anchor oppure su Soundcloud.
Ti basta seguire alla lettera i tutorial delle piattaforme stesse per capire in pochi semplici passi come pubblicare e diffondere dappertutto il tuo podcast.

Vuoi la semplicità massima? Utilizza Telegram come Podcast

Se non vuoi complicarti eccessivamente la vita, puoi utilizzare una delle app più in crescita del panorama internazionale: Telegram.

Questo sistema di messaggistica ti permette di creare dei canali broadcast, dove tu sei l’amministratore e gli iscritti possono solo ricevere i tuoi messaggi.

Hai un comodo link attraverso il quale le persone possono iscriversi e molti strumenti a tua disposizione per creare contenuti.

Il vantaggio è che, come canale unidirezionale, solo tu puoi scrivere al suo interno e tutti i tuoi messaggi vengono notificati agli iscritti.

Una feature non da poco!
Parlo per esperienza personale: in un paio d’anni, con una breve nota audio più o meno giornaliera, con il canale Telegram Web, Social e Cultura ho accumulato oltre mille iscritti e altrettanti ascoltatori (ogni giorno ho centinaia e centinaia di ascolti nel giro di poche ore). Tutto questo registrando una semplice nota vocale con il mio smartpohe, che all’interno di un gruppo broadcast di Telegram viene come detto notificata a tutti gli iscritti, non appena pubblicata.

Un esempio estremo di podcast “minimalista”, ma che ti fa capire bene come la voce sia al centro di tutto: gli strumento vengono dopo.
Ovviamente ti serve un focus e una pianificazione, e più riesci a dare continuità meglio è.

Autore: Giacomo Lucarini

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