Grassetto nei testi: è davvero utile?

Nel post di oggi ci occupiamo di capire se utilizzare il grassetto all’interno dei testi è davvero una pratica utile. Troppo spesso abusato nella formattazione dei contenuti testuali, il grassetto è in realtà uno strumento che se, unito ad altre pratiche, può veramente portare miglioramenti nel posizionamento del sito all’interno dei motori di ricerca.

Ma facciamo un passo indietro. Utilizzato nella carta stampata per atttirare l’attenzione del lettore, il grassetto ha ricoperto in origine la stessa funzione anche nel web, con la dicitura in html, <b>. Successivamente esso è stato sostituito dal tag <strong> che ha contribuito ad attribuire al grassetto un valore semantico.

Il grassetto è arrivato così ad esprimere un’enfasi maggiore sulle parole e frasi in cui viene attribuito. Se trasliamo questo concetto sui motori di ricerca, emerge che i motori di ricerca porranno un’attenzione maggiore sulle parole così taggate, rilevando che queste hanno un valore semantico diverso rispetto alle altre parole.

E’ adesso opportuno precisare che aggiungere il grassetto arbitrariamente a parole di qualunque tipo non è la stessa cosa che aggiungerlo in termini già presenti nel titolo della pagina o in keywords. E’ in effetti la ridodanza e l’utilizzo del grassetto in parole chiave a favorire un miglior posizionamento nei motori di ricerca.

E’ per questo motivo che ti consigliamo di utilizzare il grassetto all’interno dei tuoi testi, senza tuttavia abusarne in quanto si potrebbe così generare un effetto contrario rendendo il testo eccessivamente omogeneo.

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